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  • 11 ottobre

    Investimenti immobiliari negli USA: 7 investitori su 10 comprano senza recarsi sul posto

    Gli investitori che puntano sul mercato immobiliare americano preferiscono infatti farsi supportare da un partner specializzato e di fiducia: lo dimostra un’indagine promossa da OPISAS su un campione di 1.969 individui.

    Qual è l’identikit dell’investitore internazionale che effettua investimenti immobiliari negli USA? Quanto è preparato dal punto di vista tecnico? Quali sono le sue aspettative in termini di rendita quando si tratta di investimenti immobiliari negli USA? A dare una risposta a queste domande è l’osservatorio sui mercati immobiliari internazionali REinsight.info promosso da OPISAS, attraverso un’indagine sottoposta a 1.969 investitori che hanno manifestato interesse per il mercato immobiliare americano. 

    L’investitore-tipo ha un’età compresa fra i 35 e i 54 anni, è libero professionista (30%) o imprenditore (16,67%) e opera nel campo dell’industria (23,53%) o della consulenza (15,69%).

    Nella valutazione di un potenziale investimento immobiliare negli USA, la possibilità più ambita è quella di ottenere una rendita da locazione continuativa nel tempo. Su una scala di importanza compresa da 1 a 6, questo fattore ottiene una valutazione media di 5,38; inoltre, se garantito almeno per un dato periodo di tempo, più della metà del campione dichiara esplicitamente di preferirlo a tutte le altre eventuali caratteristiche, anche qualora la rendita fosse moderata. Scendendo ulteriormente nello specifico, si scopre che il 37,25% degli intervistati si aspetta una rendita netta annuale da locazione compresa tra il 7,5 e il 9%, mentre il 35,29% si “accontenta” di una rendita compresa tra il 5,5% e il 7%. Un investitore internazionale su 3 si dichiara disposto a vincolarsi all’investimento per un periodo compreso tra 7 e 10 anni, mentre una percentuale leggermente più alta predilige un orizzonte temporale più breve: 5-7 anni (21,57%) o addirittura 3-5 anni (13,73%). Circa uno su cinque (19,61%) è orientato su un periodo di 10-15 anni. Per quanto riguarda la plusvalenza attesa alla rivendita, il 29,41% degli intervistati punta al +3,5-+5% annuo, ma più di un terzo di mira molto più in alto, per la precisione a un +5,5-7% annuo (il 17,65% del campione) o addirittura a un +7,5-10% (il 19,61%).

    Ma gli investitori dispongono delle competenze necessarie per orientarsi nel campo degli investimenti immobiliari negli USA, così promettenti ma al tempo stesso così complessi? Se è vero che buona parte del campione si dichiara preparato sui concetti-base del settore (come Rendimento Netto Annuo e Plusvalenza), è vero anche che il 58% vuole essere supportato da un professionista. Un’esigenza che passa addirittura in primo piano rispetto a quella di avere le idee chiare sulla specifica destinazione scelta o sulla tipologia di investimento. 

    È anche in ragione di questo dato che quasi sette investitori internazionali su dieci non ritengono necessario visitare di persona l’immobile prima dell’acquisto (il 68,63% degli intervistati).

    In conclusione, sì agli investimenti immobiliari negli USA, ma solo se si può fare affidamento su un partner solido. Non a caso, di fronte a un’opportunità di questo tipo, il più grande timore è la scarsa conoscenza della società che propone l’investimento.

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    Autore: exporeestero
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